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Ristorazione 6 min 18 luglio 2026

Ordini al tavolo e asporto con QR code: quanto ti costano davvero le commissioni

Risposta diretta

Le piattaforme di delivery trattengono indicativamente tra il 15% e il 30% di ogni ordine. Un sistema di ordini con QR code proprietario ha invece un costo fisso mensile: il cliente inquadra il codice, ordina dal browser senza installare nulla, e l'incasso resta interamente al locale. Non sostituisce le piattaforme — quelle portano clienti nuovi — ma sposta sul tuo canale i clienti che già ti conoscono, che sono la maggioranza.

Il conto che quasi nessuno fa

La commissione non si percepisce come un costo perché non la paghi: te la trattengono. Arriva l'accredito già decurtato e il numero che vedi sembra normale. Ma proviamo a metterlo su carta con un esempio.

Esempio: locale con volume medio di asporto e domicilio

30 ordini a settimana da 25 €750 € / settimana
Fatturato mensile dal canalecirca 3.000 €
Commissione al 25%− 750 € / mese
In un annocirca 9.000 €

Le percentuali variano per contratto, città e servizi inclusi: rifai il calcolo con i tuoi numeri reali e con la percentuale scritta nel tuo contratto. L'esercizio serve a dare un ordine di grandezza, non a promettere risparmi.

Novemila euro sono un forno nuovo, un dipendente stagionale, il rifacimento del dehors. La domanda non è se le piattaforme siano care — è quali ordini abbia senso pagarle.

Cosa stai comprando con quella commissione

Va detto con onestà: quella percentuale non è buttata. Paghi visibilità verso persone che non ti conoscono, l'infrastruttura dei rider, il servizio clienti. Per farsi scoprire da chi non ti ha mai sentito nominare, è un investimento sensato. Il problema nasce quando paghi la stessa percentuale su il cliente abituale del giovedì, quello che ordina da te da tre anni e che avrebbe chiamato comunque.

Commissione su ogni singolo ordine

→ indicativamente 15–30% del valore

Il cliente resta della piattaforma, non tuo

→ nessun contatto, nessun riordino diretto

Sei in vetrina accanto ai concorrenti

→ competi sul prezzo, non sulla cucina

Le promozioni le decide l'algoritmo

→ sconti che pesano sul tuo margine

Nessun dato utile sui tuoi clienti

→ impossibile fare fidelizzazione

Come funziona un sistema di ordini con QR code

Il meccanismo è più semplice di quanto sembri, e per il cliente è identico a quello che già conosce da qualsiasi sito.

1

Inquadra

Il cliente punta la fotocamera sul QR del tavolo, dello scontrino o della vetrina. Si apre una pagina web: nessuna app, nessuna registrazione.

2

Ordina

Sceglie dal menu con foto e prezzi aggiornati, aggiunge al carrello e conferma, indicando se è per il tavolo, l'asporto o la consegna.

3

Ricevi

L'ordine arriva subito a chi sta in cassa o in cucina, con tutti i dati necessari. Nessun intermediario in mezzo.

La differenza rispetto al PDF appeso al tavolo è sostanziale: il PDF è un documento da leggere, questo è un punto vendita aperto. Può suggerire un contorno, segnalare il piatto del giorno, proporre il dolce quando il cliente sta già chiudendo l'ordine.

Cosa deve avere, per funzionare davvero

Un QR code che apre un PDF non è un sistema di ordini. Perché regga durante un servizio vero, servono alcune cose non negoziabili:

  • Un menu digitale aggiornabile in autonomia, senza chiamare nessuno
  • Un carrello che funzioni nel browser, senza app da installare
  • QR code distinti per tavolo, asporto e domicilio
  • Notifica immediata dell'ordine a chi sta in cucina o in cassa
  • Gestione degli orari reali di apertura e delle fasce di consegna
  • Allergeni visibili, come richiede la normativa europea
  • Un pannello usabile dallo smartphone, perché nessuno apre il portatile durante il servizio

L'errore da evitare: spegnere tutto il resto

Il passo falso più comune è cancellarsi dalle piattaforme il giorno dopo aver attivato il proprio sistema. È un errore, perché i due canali servono a cose diverse: le piattaforme portano clienti nuovi, il canale proprio trattiene quelli che hai già.

La strada che funziona è più paziente: tieni entrambi, e accompagna gradualmente gli abituali sul tuo. Il QR sullo scontrino, il codice sul volantino nel sacchetto dell'asporto, il link nella scheda Google e nelle risposte su WhatsApp. Ogni cliente che si sposta è margine che torna intero — senza rinunciare a farsi scoprire da chi non ti conosce ancora.

Il sistema che abbiamo costruito: WeAreQR

WeAreQR nasce esattamente da questo problema. È il nostro menu digitale con ordini al tavolo, asporto e domicilio: nessuna app per il cliente, nessuna commissione sugli ordini, e un pannello che si gestisce dallo smartphone durante il servizio.

Include la traduzione automatica del menu in cinque lingue per i turisti, gli allergeni mappati secondo la normativa europea, e un sistema che a fine pasto invita alla recensione su Google chi è rimasto soddisfatto. Oggi lavora in locali reali: Brace Mia a Badile, Al Luppolo Saloon a Roletto, Cibandomi a Pieve Emanuele (MI).

Scopri WeAreQR

Domande frequenti

Quanto trattengono le piattaforme di delivery su ogni ordine?

Le principali piattaforme di consegna applicano commissioni che oscillano indicativamente tra il 15% e il 30% del valore dell'ordine, a seconda del contratto, della città e dei servizi inclusi (consegna con rider, visibilità in app, promozioni). Su un ordine da 30 euro significa lasciare sul tavolo dai 4,50 ai 9 euro, ogni volta. Le condizioni esatte sono sempre indicate nel contratto sottoscritto dal locale: è il primo documento da rileggere prima di fare due conti.

Un sistema di ordini con QR code sostituisce le piattaforme di delivery?

Non del tutto, e sarebbe disonesto sostenerlo. Le piattaforme portano clienti nuovi che non ti conoscono: quella visibilità si paga ed è una spesa di acquisizione. Un sistema proprietario serve per i clienti che ti conoscono già — gli abituali, chi ti trova su Google, chi ha lo scontrino con il QR in mano. L'approccio efficace è tenere entrambi i canali e spostare progressivamente sul proprio i clienti ricorrenti, dove il margine resta intero.

I clienti devono scaricare un'app per ordinare al tavolo?

No, e questo è il punto decisivo. Il cliente inquadra il QR code con la fotocamera e si apre una pagina web nel browser dello smartphone. Nessun download, nessuna registrazione obbligatoria, nessuno spazio occupato sul telefono. Ogni app da installare è un ostacolo che fa perdere per strada una parte dei clienti, soprattutto quelli meno abituati alla tecnologia.

Quanto tempo serve per attivare gli ordini con QR code?

Il grosso del lavoro è caricare il menu: piatti, prezzi, eventuali foto. Per un locale con un menu ordinario si parla di poche ore, non di settimane. Da lì si generano i QR code da stampare per i tavoli e il sistema è operativo. La parte lunga non è tecnica: è decidere come gestire gli ordini in cucina e in sala.

Conviene anche a un locale piccolo?

Dipende dai volumi. Il conto si fa in un minuto: prendi quanto fatturi ogni mese tramite piattaforme esterne, applica la percentuale del tuo contratto e confronta il risultato con il costo fisso di un sistema proprietario. Se fai pochi ordini in delivery il vantaggio economico è marginale, e in quel caso il valore sta altrove: menu sempre aggiornato, ordini al tavolo, recensioni. Se invece il delivery è una parte importante del fatturato, il calcolo si risolve da solo.

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